Responsabile Organizzativo Pedagogista
"Ma tu sbagli a non mettere voti: devono abituarsi fin da subito ad essere competitivi, che là fuori il mondo è una giungla!
Ma io non voglio che si abituino al mondo che c'è là fuori. Voglio che lo cambino."
I miei interventi sono rivolti anche a bambini con difficoltà legate a diversi quadri clinici:
"Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo." A. Einstein
Ho sempre saputo che questo sarebbe stato il mio lavoro… non ricordo di aver mai pensato ad altro, forse da bambina dicevo di voler fare la maestra. Non saprei dire di cosa mi occupo; per quello si possono consultare i servizi nella pagina dedicata, piuttosto vi vorrei raccontare il come sono arrivata al Centro Maia ed esprimere un grazie per il bello che circonda il mio lavoro.
Ho la fortuna di aver realizzato tanti sogni, uno di questi è quello di aver condiviso un progetto di vita che ha coinvolto tutta la mia famiglia oltre alle colleghe che ho incontrato nel mio cammino, con cui condivido le mie giornate.
L’idea è nata da una forte esigenza di cambiamento rispetto alle prassi legate al mio lavoro. Ogni cambiamento ha con sé i suoi sacrifici. Il primo è stato lasciare un posto a tempo indeterminato. In quel momento ho incontrato il supporto dei miei genitori che hanno saputo darmi coraggio e fiducia, nonostante la paura di questa scelta. Ora mi accompagna il ricordo dell’orgoglio di mio padre quando ha visto lo studio finito e pronto per l’apertura.
Ho trovato supporto nel mio compagno. Nonostante avessimo un bambino di 1 anno, mi ha appoggiato, pensando ad un progetto ambizioso e seguendo i lavori per lo studio. Senza questo aiuto il progetto non si sarebbe potuto realizzare. La scelta dei colori, degli spazi e dei materiali ci ha emozionato molto perché il nostro obiettivo era far sentire le persone a casa.
Le mie colleghe sono una risorsa preziosissima. Hanno sposato il progetto iniziale, arricchendolo con la loro professionalità e la loro dedizione per questo lavoro. Non posso dimenticare le mie vecchie colleghe. Con alcune di loro ho imparato gran parte di quello che faccio e porto con me tutti i ricordi del lavoro condiviso, oltre che una profonda amicizia.
Un profondo grazie sento di rivolgerlo alle famiglie. Sono state risorse di crescita e motivazione a fare sempre meglio. Con le mamme in particolare, sento un confronto reciproco fatto di aspettative, traguardi raggiunti e a volte delusioni da accettare. Loro per me sono un supporto costante di fiducia e affetto. Tutte le loro emozioni hanno arricchito la mia vita, oltre al mio lavoro. Il nome del centro è frutto dell’idea di una mamma che si è impegnata per cercarne uno adatto… Per i bambini non ci sono parole.
Quello che faccio è mettere a disposizione i miei strumenti, sperando che possano facilitare il cammino di tanti piccoli che diventeranno grandi persone.